Monthly Archives: luglio 2013

Fuori Campo: la storia…

Iniziai a cercarmi delle amiche “normali”, a fare un lavoro “normale”, a parlare di argomenti “normali” ma soprattutto iniziai un lavoro inconscio ed incomprensibile di cancellazione del mio trascorso sportivo.

Come previsto entrai nella logica dell’ex e poiché mi ero convinta (spinta anche da una cultura italiana che considera l’atleta solo quando è in attività e possibilmente molto vincente) che un’atleta al di fuori del campo non avesse più niente di interessante da comunicare, ritenni che tutti i miei ricordi, compreso le attrezzature e le scarpe da gioco, avrebbero dovuto essere solo un lontano ricordo da stivare in soffitta. Continua…

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Fuori Campo al City Camp di Casa Modena…

Parlare coi ragazzi dello staff di Casa Modena è davvero un piacere… Ti parlano di tecnica come se parlassero dell’ultima scoperta in campo medico. Gli occhi sono brillanti e la conoscenza che trasudano (il termine mi sembra corretto visti i gradi in città) fa invidia al miglior Zichichi. Ma quanto è cambiata la pallavolo in questi anni? Tutti seguaci delle filosofie americane, senti teorie sui metodi di lavoro, sulla modalità del conteggio, sulla meritocrazia forse esagerata per la loro età e pur riconoscendo a questi ragazzi il merito di tanto Sapere, mi chiedo se non si sia perso un po di romanticismo. Mi verrebbe da dire: “Ai miei tempi…” ma non vorrei risultare patetica… Non sarà che il crescente abbandono dei giovani verso le attività sportive sia inversamente proporzionale all’ingresso dei numeri in allenamento?

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Fuori Campo: la storia…

Mi sentivo come sul ciglio di un burrone: “O ti butti o ti buttano” mi ripetevo… percepivo che se mi fossi buttata di spontanea volontà avrei avuto molte più possibilità di farcela.

Così al termine dell’ ultimo campionato, come pianificato in maniera pragmatica, mi ritirai a vita privata occupandomi di riallacciare rapporti col  mondo esterno sempre trascurato per ovvi impegni di lavoro… continua

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Fuori Campo per Ultrafilosofia: Angelo Lorenzetti…

Intervistare Angelo Lorenzetti per Ultrafilosofia è stato un’esperienza umana speciale. Non lo conoscevo personalmente se non per “sentito dire”… Di lui “ho sentito dire” che sia il pupillo di Velasco e che più di tutti incarna il suo pensiero, dentro e fuori dal campo, ed allora quale buona occasione per chiedergli cosa l’esperienza al suo fianco gli avesse lasciato e cosa invece ha elaborato per trasformarlo in altro. A chi si occupa di sport, in particorale di coaching, consiglio la lettura della risposta di Angelo, importante trattato di umiltà e determinazione al tempo stesso… forse i due fondamentali più importanti per riuscire nello sport e nella vita.

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Fuori Campo: la storia…

Assistere allo spegnimento delle luci sul campo da gioco e diventare improvvisamente un ex, immaginavo non sarebbe stato un passaggio facile. Capivo che se non mi fossi preparata prima e non avessi affrontato la cosa in modo obiettivo, i problemi del post carriera sarebbero diventati davvero problematici da gestire… continua…

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Fuori Campo: la storia…

Durante le trasferte in pullman, solitamente invernali, mi bastava curiosare dietro le finestre delle case che incontravo lungo la strada, magari appannate dalla condensa, per ricordarmi che prima o poi anch’io sarei ritornata a quella vita… a quella di chi, la domenica, sta “dietro la finestra” della propria abitazione… continua…

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Le trasferte del Fuori Campo: i luoghi dello sport…

Capita che alla seconda sessione dei lavori a Coverciano all’interessante corso AIC (Ancora In Carriera) organizzato dallo studio Ghiretti &Associati ti trovi Mauro Bergamasco, Mario Boni e Katia Serra che hanno ancora tanta voglia di parlare di sport… Una preziosa occasione di scambio e di confronto per il Fuori Campo…

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Fuori Campo: la storia…

Durante la mia carriera di atleta, per quanto soddisfacente e duratura (21 anni a rincorrere una palla non sono pochi!), mi è sempre stato molto chiaro che l’esperienza che stavo vivendo sarebbe stata di “breve durata”: proprio per questa ragione mi sforzavo di conservare quella sana umiltà emiliana che sentivo mi avrebbe permesso di affrontare il ritorno alla “normalità” della vita. Una specie di salvagente motivo che sentivo mi avrebbe permesso di riprogrammare le abitudini che sapevo sarebbero state meno esposte di prima… continua…

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