Monthly Archives: agosto 2013

Fuori Campo: la storia…

Constatai che il mio patrimonio sportivo poteva essere una grande opportunità anche nel lavoro. Temi come il saper affrontare la mobilità, cogliere la percezione della realtà circostante e ciò che si comunica risultarono scoperte determinanti per stimolare i ragazzi che avevo di fronte alla ricerca di nuove opportunità e nuovi obiettivi, sia professionali che privati.

Gli argomenti che di seguito verranno trattati sono parte di quel corso ed il frutto di un faticoso quanto stimolante lavoro di rilettura della mia esperienza sportiva… sforzo che mi ha permesso di rimettere a valore vent’anni trascorsi in palestra fino ad allora percepiti quasi esclusivamente come emblema del sacrificio, della rinuncia alla mia adolescenza e del perseguire la vittoria come unico obiettivo da raggiungere. Continua…

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Coco Chanel

A proposito di libertà, la vita di Coco non è tutta in discesa. Nella seconda metà degli anni trenta le operaie occupano la fabbrica grazie all’influenza del Fronte popolare e la stilista, forse per vendetta, chiude la casa di moda. Durante la guerra si lega ad un capo delle Ss e si impegna a raggiungere Churchill per favorire una pace con la Germania. Insomma un personaggio del tutto “controcorrente”. Arrestata per poche ore durante la liberazione di Parigi, dopo un breve periodo in Svizzera solo nel ’53 tornerà a Parigi per riaprire la sua casa di moda. Coco Chanel è stata la creatrice di un nuovo modello femminile del Novecento. La donna che acquisiva un ruolo attivo nella società contemporanea, che non lasciava sul campo nessuna delle sue armi di seduzione ma che acquistava in capacità di ironia e in dinamicità. Audrey Hupburn che impersona Holly in Colazione da Tiffany, resterà il più grande spot per lo stile Chanel. Un com’eravamo ma anche un come saremo, spero, per molti anni a venire…

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Coco Chanel

Dal 1917, grazie alla pianista Misia Godebska, la stilista comincierà a frequentare gli ambienti artistici parigini: Picasso, Cocteau, Max Jacob. Sarà un crescendo. Gli anni venti sono targati Chanel, gli anni dei grandi amanti e del lancio del celebre profumo “Chanel n.5”, prima fragranza artificiale pubblicizzato più in la da Marylin Monroe, gli anni dei gioielli ma soprattutto di una nuova concezione della donna. Concreta e dinamica la donna di quel tempo comincia ad ispirarsi alla moda maschile. Gli anni trena sono gli anni dello storico tailleur dallo stile elegante ed austero. Via dunque alle rigide impalcature sotto i vestiti e spazio ai pantaloni ed alle gonne sopra il ginocchio. Spazio alla moda “povera” o finta tale alla moda di strada e da lavoro. E’ anche questa un’anticipazione di quanto avverrà negli anni Sessanta. A domani… Read More

Coco Chanel

Sarà la guerra a portare fortuna a Coco: nel 1914, al momento della mobilitazione, generale, su consiglio di Capel, Coco rimase a Deauville, la località più alla moda della Normandia, e decise di creare vestiti per le ricche clienti rifugiate sulla costa, lontano dai clamori della guerra. Nel 1915 Coco si recò Biarritz e qui aprì un negozio, affidandone la direzione alla sorella Antoinette. In breve tempo, l’impero Chanel era nato e nel 1916 Coco, tornata a Parigi, dirigeva un’azienda che già contava trecento operaie. Chanel lavora il jersey e per questo, oltre alla moda lanciata del capello corto ed il profumo “Chanel n.5” , è un’abile stratega perchè riesce a dividersi fra il mondo dei ricconi e quello dei comuni lavoratori o piccoli borghesi il cui stile di vita comodo, contagerà gran parte degli artisti francesi. A domani…

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Coco Chanel

Si sa che certi ambienti americani degli anni Sessanta frequentati dai nuovi ribelli beat come Bob Dylan ed attori dal successo non sempre garantito, saranno la continuazione dei gruppi francesi del Novecento. Non per niente Amedeo Modigliani può essere considerato un’icona sessantottina insieme a Picasso e a tanti altri. La carriera della giovane Chanel comincia quando va ad abitare insieme a Balsan. La donna inizia a realizzare i famosi cappellini ben diversi da quelli proposti fino a quel momento dalla moda del Novecento. Un misto di scandalo e curiosità. Il nuovo prodotto attirerà subito l’attenzione delle clienti del bel mondo alto-borghese. In questo periodo Gabrielle conoscerà l’amore della sua vita Arthur Capel, morto in giovane età, che l’aiuterà ad aprire la boutique a Rue Cambon. Ai cappellini si aggiungeranno ben presto altri capi di vestiario. A domani…

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Coco Chanel

In questa Francia d’inizo secolo, ove attrazione sessuale, sentimenti e interessi si intrecciano, molte storie cominciano come vere fiabe per concludersi in maniera insolita ed originale a volte anche drammatica. Nel 1905 Coco conoscerà Etienne Balsan suo primo amore e “finanziatore” in quanto grazie a lui conoscerà il “bel mondo”, ricconi, artisti, mantenuti e mantenute prendendo confidenza con quello che sarà il suo bacino d’utenza negli anni a venire. Se volessimo tentare un paragone potremmo accostare questo mondo formato da ricconi e personaggi irregolari e quello che mezzo secolo dopo si ritroverà attorno ad Andy Warhol nella sua Factory. A domani

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Coco Chanel

La vita di Coco è un’incognita. Ormai nota in tutto il mondo in un’epoca in cui i cellulari, internet ed i social non esistevano, cercò di occultare il suo passato inventando nuove e diverse origini familiari. Furono proprio le suore, presso le quali rimase fino all’età di 17 anni,  a procurarle il suo primo impiego presso un negozio di tessuti a Moulins. In questa stessa città tentò la carriera da cantante esibendosi il più delle volte nel motivetto Qui qu’a vu Coco dans le Trocadero con esiti poco entusiasmanti tranne che per un aspetto: il soprannome Coco le rimase da quel momento cucito addosso per tutta la vita. La Francia degli inizi Novecento viveva i tormenti e le gioie degli artisti bohemienne, ultima generazione di romantici della vecchia Europa.  A domani…

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Coco Chanel

A 130 anni esatti dalla nascita di Coco Chanel, questa settimana voglio fare un salto nel passato per raccontare la storia di questa campionessa mondiale di stile e coraggio. Una storia che ha molto da insegnare, a mio parere, alle giovani generazioni (sportive e non) in merito a come l’eleganza e la testardaggine possano convivere in maniera vincente anche in momenti difficili. La metafora che ne esce dal racconto della vita di Coco è che il talento trova il suo estro nei momenti più impensati… E cosi quando sento le giovani generazioni lamentarsi della mancanza di una palestra perfetta, di una scarpa perfetta, di una società perfetta, di un allenatore perfetto per diventare campioni sorrido vado indietro con la mente. Dedico dunque la storia di questa settimana alle mie giovani pallavoliste e a tutti coloro che per colpa di questa crisi hanno smesso di sognare… La crisi è anche opportunità: Coco Chanel non era una dipendente del comune di Parigi, Michelangelo non era un dipendente della Usl di Firenze, Renzo Piano non è un dipendente del comune di Genova…

Ovvio che Coco Chanel, una delle più grandi stiliste del Novecento, fosse una donna creativa. Meno ovvio che non fosse nè una brava disegnatrice, nè una brava sarta, doti che vengono considerate essenziali per la professione di stilista. Nata il 19 Agosto del 1883 Gabrielle – questo il suo vero nome – trasforma la moda, la femminilità e l’eleganza femminile grazie alle semplici doti da rivoluzionaria. Partendo da una condizione di estrema povertà, i genitori erano venditori ambulanti, e trascorrendo i primi anni in un orfanotrofio da cui trarrà ispirazione per gli abiti monacali, la testardaggine e la fiducia nelle proprie capacità furono i primi talenti da cui partì per costruire la sua brillante carriera che la rende tutt’oggi icona di stile in tutto il mondo. Amava dire di se: ” Per prima cosa io non disegno, non ho mai disegnato un vestito. Adopero la mia matita solo per tingermi gli occhi e scrivere lettere. Scolpisco il modello, più che disegnarlo. Prendo la stoffa e taglio. Poi la appiccico con gli spilli su un manichino e, se va, qualcuno la cuce. Se non va la scucio e poi la ritaglio. Se non va ancora la butto via e ricomincio da capo… In tutta sincerità non so nemmeno cucire”. A domani…

 

 

 

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Fuori Campo: la storia…

Il corso si rivolgeva a coloro che per varie ragioni avevano perso il lavoro o erano costretti a cambiarlo.

La struttura didattica si articolava attraverso l’approfondimento di temi che iniziavano dalla motivazione a giocare, ai requisiti necessari per un approccio vincente al cambiamento per terminare con la giusta comunicazione nel team, tutto ciò per giungere preparati a disputare un nuovo campionato. 

Il corso, con mia grande sorpresa, fu un successo di consensi e l’esito mi portò a valutare l’idea di riproporlo anche in altri ambiti.

Fu una piacevole constatazione da parte mia verificare che anche a distanza di anni il mio nome non era scaduto come un vasetto di yogurt… continua

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Fuori Campo: la storia…

Ritornare a giocare sarebbe stato impensabile e ridicolo (per questa ragione ho rifiutato la Nazionale over 40), ma raccogliere i frutti di tanto lavoro, questo lo ritenevo corretto ed importante per me e per chi, attraverso il mio racconto, poteva raccogliere qualche spunto di riflessione interessante per la propria vita.

In fondo, far finta di niente e recitare la parte della Cenerentola per dieci anni, non mi aveva portato grandi risultati… continua

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