Monthly Archives: settembre 2013

Fuori Campo a Coverciano…

Sabato 28 Settembre si è aperta ufficialmente la seconda stagione del progetto Fuori Campo con una gita davvero emozionante a Coverciano, vero tempio del calcio italiano. Le Gialle Under 16 F, grazie anche alla collaborazione della Scuola di pallavolo Anderlini e dello staff tecnico di Coverciano, si sono trovate a vivere una giornata speciale dedicata al gioco di squadra tra atleti, staff e genitori.

L’iniziativa è stata organizzata con l’intento di trascorrere una giornata sportiva al di fuori dei simboli a noi conosciuti per ritrovarci in un ambiente sportivo diverso e rappresentativo come quello di Coverciano.

Oltre ad avere una valenza ludica e di conoscenza dei nuovi ingressi in squadra, il programma ha previsto una parte formativa con due coach d’eccezione: Gabriella Landini, scrittrice, filosofo della formazione e direttore editoriale della rivista Ultrafilosofia e Renzo Ulivieri, allenatore di calcio e presidente dell’AIAC (Ass. Italiana Allenatori Calcio).

Al termine dello stage formativo ovviamente non poteva mancare la classica partita di calcio giocata sul campo d’allenamento della Nazionale Italiana di Calcio.

Questi i commenti di alcuni dei protagonisti in campo:

Gabriele Capitani (Assistant Coach): “L’intervento di Gabriella ci ha sensibilizzato sull’importanza della ricerca del nostro stile e sull’importanza di trovare la motivazione dentro di noi”

Elisa “Pasca” Pascarella: “Bella esperienza molto utile per fare gruppo!”

Giorgia “Giò” Barba: “Mi è piaciuto molto l’intervento di Ulivieri sul concetto del NOI pur rispettando le nostre individualità”

Chiara “Kia” Bortolotti: “Mi è piaciuta molto la metafora del gioco inteso come coro dove tutti devono fare il proprio meglio affinchè la musica finale, intesa come vittoria, sia armoniosa”

Beatrice “Bea” Golinelli: “Tre i concetti che mi hanno colpito maggiormente: la ricerca del proprio stile che è unico e personale, che – La più bella del reame – non esiste e che per imparare a giocare partiamo tutte da un concetto di perfezione”

Anna Severi: ” A me è piaciuta la frase che tutti abbiamo un talento e che dobbiamo solo trovarlo attraverso diverse prove e sperimentazioni in campo”

Carlotta “Totta” Goldoni: ” Io rifletterò sul tema della concentrazione e sul concetto del corpo che, nell’esecuzione, diventa lo strumento del proprio gioco” 

Sara, Sofia e Sara hanno condiviso gran parte dei commenti delle loro compagne.

Io non posso che unirmi a loro e gioire del patrimonio che questa iniziativa ha lasciato a tutti noi… esperienza che verrà messa a frutto in campo, ma sopratutto nella vita: il campionato più importante da giocare…

Barbara

 

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Fuori Campo: la storia…

Oggi tutti aspirano a fare i coach…

Le città sono piene di corsi motivazionali gestiti da persone che grazie a diplomi conseguiti a costi altissimi vendono, a suon di musiche motivazionale (Jovanotti su tutti) e slogan banali, la giusta ricetta per svegliarsi sempre col sorriso stampato in faccia…  anche i preti molto presto si chiameranno coach spirituali!

Peccato che tutto abbia la durata di qualche ora ed al rientro a casa, alle prime rotture quotidiane, tutto sfumi come una bellissima bolla di sapone.

L’atleta ha imparato sulla propria pelle il significato di tenuta nella fatica, della gioia nell’ esecuzione  del gesto, del dimenticarsi di se per immergersi nel gioco.

Il giocatore diventa “campione” quando diventa la palla che calcia o schiaccia, il fioretto che colpisce, lo sci che scivola leggero sulla neve… continua…

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Fuori Campo e Scuola di pallavolo Anderlini a Coverciano

Per la serie: “Non ci facciamo mancare niente”, sull’onda della bellissima iniziativa delle Olimpiadi delle Gialle (vedi Show Case nel sito www.fuoricampo.info), la stagione 2013- 2014 del Fuori Campo si apre con una giornata speciale dedicata al gioco di squadra tra staff tecnico, atleti e genitori. 

L’iniziativa nasce con l’intento di trascorrere una giornata sportiva al di fuori dei simboli a noi conosciuti (quelli del Volley) per ritrovarci in un ambiente diverso e rappresentativo come quello di Coverciano, tempio del calcio italiano.

La giornata oltre ad avere una valenza ludica e di conoscenza dei nuovi ingressi in squadra, prevede una parte formativa con due coach d’eccezione: Gabriella Landini, scrittrice, filosofo della formazione e direttore editoriale della rivista Ultrafilosofia e Renzo Ulivieri, allenatore di calcio e presidente dell’AIAC (Ass. Italiana Allenatori Calcio).

La partitella di calcio sul campo della Nazionale chiuderà la nostra giornata…

L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con: Scuola di Pallavolo Anderlini e staff Coverciano

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Il futuro dei nostri giovani cammina con la nostra memoria?

Pubblico con piacere l’estratto di una bella chiacchierata fatta Sabato 21 Settembre presso l”Anpi di Cadelbosco Sopra insieme a Renzo Ulivieri, la partigiana Maria Montanari ed il giornalista Mattia Mariani di Telereggio.

“Se consideriamo la memoria una sorta di serbatoio delle conoscenze, in cui si accolgono e si ritengono le impressioni e le esperienze della nostra vita, ci rendiamo subito conto che la memoria è strettamente collegata al nostro presente ed al nostro futuro. Parlando di giovani ritengo che non ci sia futuro senza un’osservazione, anche critica ed a volte dolorosa, del nostro passato. Le società sportive in quanto luoghi educanti, dovrebbero attingere dalla memoria (propria ed altrui) per rispondere alla domanda in questione ad una condizione: che la testimonianza rimanga una traccia e non venga presa come verità assoluta.

La memoria diventa noiosa e rimane inascoltata dai giovani quando diventa un’ “Operazione Nostalgia” in cui non si riconoscono.

Nel “Mi ricordo quando…”  non c’è mai una modernità sullo sguardo.  In questo video Maria, pur sensibilizzandoci su temi universali, racconta la sua verità di quel preciso momento storico che non è il nostro, tanto meno il tempo delle ragazze del video in questione.

È come se in mezzo alla savana trovassimo l’impronta di un leone. Se andassimo a sovrapporre la nostra impronta sulla sua, ci accorgeremmo che non è la stessa. È una traccia, è un’indicazione… ma non sarà mai la nostra strada!

In generale ritengo che nello scavare dei ricordi ci debba essere sempre la costruzione di qualcosa di nuovo:  la testimonianza deve far accadere cose nuove.  Dev’essere la miccia per un’esplosione verso il futuro e questo è un compito difficile a cui siamo chiamati noi insegnati, genitori, allenatori e dirigenti delle società sportive…

La testimonianza di Maria è una testimonianza di forza, di lealtà e di impegnoha parlato poco ed ha fatto molto!

I ragazzi, ascoltando la sua testimonianza si dovranno chiedere: qual è il mio contributo personale di fronte a questa importante eredità che i miei nonni mi hanno lasciato?

La democrazia ha a che vedere con l’uguaglianza degli individui (morale e materiale) e questo concetto è assolutamente trasferibile anche nel mondo dello sport. Agli atleti, a maggior ragione giovani, occorre spiegare che dal punto di vista umano siamo tutti uguali in termini di opportunità, ma non lo siamo dal punto di vista tecnico. E qui entra il gioco un altro concetto, quello del merito, parola che sempre crea qualche malumore e malinteso…

Il concetto di democrazia ed il concetto di merito sono due dimensioni in qualche misura complementari: l’uno pone in rilievo l’uguaglianza di fronte alle opportunità, l’altro sottolinea il valore acquisito per competenze e capacità in un determinato settore.

Mi è capitato qualche volta di sentire dai genitori che ho avuto modo di conoscere: “ Ho pagato la quota e pretendo che mio figlio giochi”… un concetto molto diseducativo che pone l’accento sulla possibilità di acquistare tutto, anche il posto in squadra.

In realtà non si compra il posto in squadra ma l’opportunità di allenarsi in una bella palestra, possibilmente riscaldata e con dei seri allenatori… tutto il resto è fatica e sudore.

Picasso sosteneva che il 98% del merito è sudore… perché non possiamo farlo capire anche ai nostri ragazzi?

Educare alla democrazia significa abbattere le forme di fascismo moderno che oggi sono molto più difficili da inquadrare. Il fascismo di oggi non è lo stesso dei tempi di Mussolini. Ha a che vedere con l’informazione, con una burocrazia caotica che fa di tutto per non farci capire niente e nel nostro non comprendere, ci punisce con multe salate che ci tolgono la vita.  I nuovi fascismi sono subdoli e populisti, fanno presa sulle paure di chi soffre, sull’odio di chi vive un periodo di grande crisi. Al contempo non son facili da individuare, si dichiarano non fascisti, ma subdolamente fomentano odio, razzismo, xenofobia…

Siamo in una dittatura violenta che ci comanda con elementi difficili da riconoscere… i nostri giovani oggi sanno riconoscerla?

Cosa trasmettiamo a loro noi allenatori, genitori, dirigenti, nonni?

Dov’è finita la dignità dell’uomo se si arriva a suicidarsi per il lavoro… durante la resistenza il nemico era chiaro e visibile oggi non lo è. Oggi ci istigano al suicidio per rimanere impuniti. Manteniamo una casta che è solo preoccupata di salvaguardare la propria poltrona ed i propri interessi.

Anche Mussolini è stato socialista, qualche strada e qualche legge giusta l’ha fatta, ma poi è diventato impero.

La memoria quindi funzione se produce:

–      il ringraziamento dei nostri nipoti (delle conquiste fatte);

–      se diventa testimonianza e non un catalogo di date e di episodi;

–      se la traccia viene  tradotte in novità.

Maria ci comunica che dobbiamo avere coraggio e che le conquiste fatte in passato non si sono acquisite per sempre… ogni santo giorno va rinnovata l’attenzione su di esse mantenendo la guardia alta.

Questo, a mio modesto parere, è un discorso umano e non politico…”

Barbara Fontanesi

 

 

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Serata Fuori Campo a Cadelbosco Sopra (RE)

“Un’esperienza al limite, cioè estrema, non può rimanere aneddoto, deve scuotere!” Reynold Messner

Della memoria e dell’esperienza al limite ne parliamo stasera a Cadelbosco Sopra (Re) alle ore 17,30 presso la Palestra Comunale, commentando il video realizzato dal progetto Fuori Campo, insieme a Renzo Ulivieri e Maria Montanari…

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Fuori Campo col maestro Giordano Mazzi

Continua il viaggio delle Gialle nei meandri della creatività fuori dal campo di volley e per l’occasione ieri ci è venuto a trovare il maestro Giordano Mazzi, tastierista di artisti del calibro di  Mia MartiniAnna OxaAdriano CelentanoFrancesco BacciniPoohLuisa CornaRiccardo FogliClaudio Baglioni, Ivana SpagnaLaura Pausini,Amanda MiguelFiordalisoRonToscaAndrea Mingardi per citarne alcuni…

Un curriculum di tutto rispetto che ci ha stimolato a pensare ad un’idea musicale da condividere… vedremo se riusciremo a mettere d’accordo dodici “piccole” grandi donne…

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Fuori Campo: la storia…

Lo scambio dei ruoli e delle competenze tra vita quotidiana e mondo sportivo è un tema molto attuale ed estremamente interessante. Termini come Team Building, Coaching Motivazionale, Mental Training importate dall’America antesiniana in questo campo, sono ormai entrate nel nostro vocabolario quotidiano: per questa ed altre ragioni si potrebbe affermare che la palestra e lo spogliatoio sono paragonabili agli attuali “uffici delle risorse umane”.

Gestione, spirito di squadra, competizione, motivazione e resistenza sono solo alcuni degli argomenti spendibili nello sport come nella vita cosi come lo sono la gestione del budget, gli obiettivi da raggiungere, le strategie necessarie per realizzarli ed il timing per l’attuazione di tutto ciò… continua

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Fuori Campo per Ultrafilosofia: Giovanni Guidetti…

In occasione della meritata medaglia d’argento vinta ieri sera ai Campionati Europei di Volley Femminile, ripubblichiamo con piacere la recente intervista del coach della Nazionale tedesca Giovanni Guidetti per scoprire uno dei segreti del coach modenese, da tanti anni protagonista sui campi internazionali del volley mondiale.

“Caro Giovanni, quando hai deciso di intraprendere la tua carriera di allenatore di pallavolo quale è stata la tua scommessa, la tua sfida, e dalla tua esperienza quali invenzioni ritieni ne siano scaturite?
Giovanni Guidetti: Cara Barbara la tua domanda non è delle più semplici anche perché non c’è una sola risposta, le risposte possono essere tante e svariate.
Soprattutto quella che mi fai è una domanda che più volte ho rivolto a me stesso. È chiaro che se sono diventato un discreto allenatore e se ho ottenuto qualche successo è perché mi sono messo sempre in gioco e ho spesso rischiato un po’ alla cieca.”

Continua su www.ultrafilosofia.com

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Fuori Campo: la storia…

Partendo dall’esperienza dello sport, costruendo un percorso di allenamento alla percezione degli ostacoli reali e immaginari, delle difficoltà, delle tecniche e strategie di superamento per giungere alla decisione e alla riuscita dei nostri obiettivi, questo progetto accompagna i lettori, trasformati in giocatori, dentro lo spogliatoio, in allenamento ed in partita per giungere alla vittoria. Il viaggio sarà quello di vivere l’esperienza del “vincere in un modo diverso” attraverso un percorso pragmatico di simulazione, caratteristico sia nello sport che nella vita.

Pertanto il Fuori Campo può essere un valido strumento per tutti coloro che riconoscono alla disciplina sportiva una funzione educativa e sociale e a quei ragazzi e ragazze che come me, dopo anni trascorsi a rincorrere una palla, non hanno mai smesso di giocare ed hanno voglia di rientrare in campo in modo differente.

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