Fuori Campo per CaroCoach Magazine…

Pubblico con piacere l’intervista che gli amici di CaroCoach hanno realizzato qualche giorno fa nella speranza che possa essere uno stimolo per tutti coloro che guardano allo sport come ad un modello da seguire… buona lettura!

  1. Vent’anni di carriera sportiva, tante vittorie, un cambio di ruolo in età matura, prima medaglia nella storia della Nazionale italiana di pallavolo, che cosa vuol dire crescere nello sport? Punti di forza e limiti dell’educazione sportiva.

Crescere nello sport, soprattutto negli sport di squadra, significa vivere a pieno i concetti di solidarietà, responsabilità e slancio verso l’alto. Significa capire che una nostra azione condiziona gli altri, significa capire che senza gli altri non c’è gara, non c’è punto. Questo è un messaggio da tenere ben presente quando si entra in palestra ad allenare i piccoli campioni di domani. È importante che un coach, soprattutto a livello giovanile, insegni questi fondamentali, che sono poi dei fondamentali utili anche nella vita. Saper fare un palleggio o una schiacciata, non basta per essere veri campioni. La palestra è a tutti gli effetti una palestra di vita, la metafora della nostra esistenza ma se, come spesso accade, l’esperienza dello sport si riduce solo ad una competizione sfrenata, un mero elenco di medaglie appese al collo, il significato profondo dell’esperienza, rischia di perdersi . Come direbbe Bergonzoni, servirebbero meno medaglie e più petti a cui appenderle

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La chimica dello sport… Grazie Gialle!

Prima di iniziare il racconto della stagione 2014 – 2015 che sta per iniziare e che mi vedrà impegnata con due squadre (Coach dell’under 13 F e Assistant Coach dell’under 14 F), ci tenevo a salutare e a ringraziare le Gialle delle stagioni passate (oggi giocatrici presso altre squadre e molte di loro – direi quasi tutte- nell’under 18 nella VGM Villa D’Oro, gloriosa società di Modena) per gli anni trascorsi insieme.

Non farò l’errore di elencarle perché sono sicura che ne dimenticherei qualcuna, ed anche se loro sanno benissimo il mio limite nel ricordarle tutte (sono una frana in questo, mi hanno deriso per anni!), preferisco non espormi a critiche che sono certa potrebbero arrivare…

D’altra parte, come dare loro torto!

Non mi è facile raccontare la nostra esperienza insieme, in parte perché dopo tre anni vissuti così intensamente mi sono entrate nel cuore come figlie acquisite (non sarei obiettiva e le lacrime scatterebbero con troppa facilità) in parte perché, per quanto naturale e dovuta, la fine di un’esperienza cosi bella ed importante, arriva sempre come una mandorla amara che non ti aspetti.

Non sono state ragazze indifferenti all’esperienza dello sport… non hanno accettato qualsiasi diktat da parte del nostro staff e soprattutto hanno chiesto molto, da tutti i punti di vista! Non posso certo dire che la nostra sia stata una passeggiata in pianura ma alla fine, abbiamo avuto la forza di restare insieme contro tutto e tutti. Quest’esperienza credo fermamente che ci abbia fortificato e fatto crescere… per me lo è stata.

Questa forza ci ha dato il coraggio di lasciare tutto alle spalle, tutto ciò che ci sembrava familiare (e lo era) e confortevole (e lo era) ed abbiamo deciso di ripartire per un nuovo viaggio: loro in un’altra società ed io con due nuove squadre.

Alla fine abbiamo condiviso un percorso che potremmo definire “ La chimica dello sport” che trova, nel considerare le nostre esperienze un indizio e  nostri insegnanti tutti quelli che incontriamo strada facendo, il vero motivo per cui valga la pena condividere esperienze insieme agli altri.

Alle “Mie Gialle di ieri”, auguro le migliori vittorie sul campo e nella vita!

Nuova stagione Fuori Campo…

L’ occasione è di quelle da non perdere per dare inizio ad una nuova serie di eventi Fuori Campo e per aprire il consueto appuntamento della stagione, prendo spunto dalle parole del filosofo Franco Bolelli che ho avuto il piacere di conoscere qualche mese fa. Che nessuno se la prenda, ogni riferimento è davvero puramente casuale ma la libertà di espressione, elemento indispensabile per lo sviluppo personale e di conseguenza della collettività a cui fa riferimento Franco, sembra stia diventando un bene prezioso più che mai a rischio!

Lo vediamo in tutti gli ambienti… anche i più aperti e disponibili. Ed anche lo sport non è esente da questa pesantezza, da questa cultura della “bassa velocità” che sembra rallentare, in virtù di vecchie logiche, quei cambiamenti e quelle aperture di cui invece avrebbe molto bisogno.

Non basta dire di lavorare coi giovani per sentirsi a posto con la coscienza. Tutti noi che operiamo nel settore siamo chiamati a gesti di coraggio e di aperture… di nuove visoni.

E cosi… ai tifosi dei dribbling straordinari, dei colpi d’attacco imprevisti, degli slalom veloci, dedico questo pensiero di Franco che ringrazio a distanza.

“Essendo incompatibile con qualunque struttura e organizzazione, ho sempre pensato di essere io fuori posto. Ok, adesso basta. Adesso ho l’assoluta certezza che le strutture e le organizzazioni sono il male. Vedo persone splendide che dentro strutture e organizzazioni –gruppi, aziende, identità definite- soffocano, soffrono, sono costrette a viaggiare a velocità molto basse. La logica degli equilibri interni toglie ritmo ed energia agli slanci. E’ sempre stato così, credo: ma oggi –in un mondo fatto di dinamismo, flessibilità, connessioni a tutto campo- le strutture organizzate sono il limite mortale per lo sviluppo di persone e idee e progetti. Dobbiamo essere ronin, ninja. Dobbiamo aggirare in elegante dribbling e colpire duro la logica stessa delle strutture e delle organizzazioni” Franco Bolelli – filosofo

I coach del Fuori Campo: Ellen MacArthur ed il talento rivelato…

“OGNI TANTO FA BENE AVER PAURA: TI MANTIENE SEMPRE ALL’ERTA”

Impavida, determinata ed eroica, la velista Ellen MacArthur ha detenuto nel 2005 il record mondiale per la più veloce circumnavigazione del globo in solitaria.  Ellen ci ha impiegato 71 giorni, 14 ore, 18 minuti, 33 secondi. Nata e cresciuta nel 1976 a Derbyshire (Regno Unito) salì per la prima volta in barca a vela all’età di 4 anni insieme alla zia. Fin da bambina dedicò tutto il tempo a leggere libri sulle barche e sul mare e a risparmiare, soldo su soldo sulla paghetta, per comprarsi a 13 anni la sua prima imbarcazione.

Ellen voleva studiare veterinaria, ma dovette interrompere bruscamente i suoi studi a causa di una grave forma di mononucleosi . Durante la convalescenza seguì in televisione le fasi della grande regata intorno al mondo Whitbread e lì decise quale sarebbe stato il suo futuro.

Durante la navigazione che l’ha portata sul tetto del mondo, Ellen ha manovrato vele del peso di una automobile, spesso ha retto il timone tutta la notte in mezzo alla tempesta, si è arrampicata su un albero di 30 metri sballottata dal mare per affrontare uragani, iceberg e balene.

Diede prova di forza, coraggio e competenza straordinari. Oltre alla fatica fisica affrontò un’estrema solitudine .

Quando le hanno chiesto  quale fosse stato il momento peggiore, ha risposto cosi: “ Quando sono scesa dalla barca dopo aver superato il traguardo”.

E con questa storia di talento rivelato, Fuori Campo vi aspetta a Settembre… Buona Estate!

Camp di specializzazione a Sestola con la Scuola di pallavolo Anderlini…

Estate 2014 e Volley: un binomio all’insegna del divertimento e dell’apprendimento.

Parte oggi a Sestola il Camp di specializzazione della Scuola di pallavolo Anderlini che vede circa 100, tra ragazzi e ragazze, impegnati nell’apprendimento della tecnica del volley insieme a campioni e coach di altissimo livello.

Oltre allo staff della SdiP, i responsabili tecnici dei due settori sono: Liano Petrelli, ex campione di serie A e della Nazionale da anni impegnato coi giovani talenti per i ragazzi, e Luca Pieragnoli coach  Federale e assistant coach delle nazionali giovanili.

In questa settimana di alzate, schiacciate, murate e difese… Fuori Campo c’è!

 

Gite Fuori Campo: Torneo di Marsiglia…

Si chiude la stagione 2013 – 2014 del Fuori Campo con il torneo di Vitrolles  a Marsiglia dal 6 al 9 Giugno… occasione per confrontarci con squadre straniere e per incrementare la nostra cultura turistica grazie alla pallavolo, che non smetterò mai di dire, non dev’essere solo un insieme di schiacciate, palleggi e bagher.

Impegni permettendo sarà nostra premura visitare la più grande città della Francia meridionale, capoluogo della regione Provenza – Alpi – Costa Azzurra e del dipartimento delle Bocche del Rodano.

Ho la vaga sensazione che tra un time out ed un cambio di set, qualche domandina di storia sulle zone più rappresentative dalla città,mi scapperà… 🙂

 

Fiera delle Opportunità e del Lavoro: Fuori Campo c’è!

E’ con grande piacere che domenica 11 Maggio alle ore 16,00 partecipo come coach alla Fiera delle Opportunità e del Lavoro presso il Castello di Spezzano (via del Castello, 9 – Spezzano di Fiorano – Mo), per dare il mio piccolissimo contributo a coloro che desiderano prendere spunto dallo sport per migliorare se stessi e di conseguenza, la propria realtà lavorativa.

In queste occasioni non si ha mai la pretesa di avere assi nella manica da giocarsi a sorpresa… la realtà supera di gran lunga la fantasia, ma se anche una parola può farci cambiare idea o approccio verso le cose, allora ben vengano queste occasioni di incontro e di confronto.

E Fuori Campo, con le sue idee e con i suoi valori, c’è!

Fuori Campo sbarca all’Università…

Fuori Campo sbarca all’Università di Modena e Reggio Emilia al workshop riservato agli studenti della facoltà di Economia, Comunicazione e Marketing.

Il corso dal titolo: ” Come entrare in campo, comunicazione e self marketing per inserirsi nel mondo del lavoro” ci pone di fronte anche alla necessità di trasformare il “saper fare” in “sapere” per impiegare al meglio gli strumenti della comunicazione e del marketing.
Io credo che i leader del futuro non saranno più in grado di sopravvivere con la sola conoscenza della tecnica (di gioco o aziendale), poiché il loro compito principale sarà quello di motivare i propri collaboratori a dare il meglio sul lavoro soprattutto in un contesto di crisi come questo…

Quando l’allievo supera il maestro: Giovanni Guidetti…

Sono trascorsi solo pochi giorni dalla seduta di allenamento col mitico prof Guidetti che un altro Guidetti (figlio) mi porta a scrivere sul blog del Fuori Campo e con orgoglio, visto che Giovanni è modenese, italiano ed ahimè, sulla panchina di un’altra Nazionale.

Non me ne voglia Bonitta a cui auguro di ritornare vincente sulla panchina della Nazionale Italiana, una panchina che fu costretto ad abbandonare a seguito di un ammutinamento della squadra al completo (caso raro nella storia della nostra pallavolo), ma leggere della vittoria del 4° trofeo stagionale con la squadra del Vakifbank (dopo Supercoppa, Mondiale per club e Coppa di Turchia)  rammarica e ti pone di fronte a domande curiose…

Sarà davvero solo per una questione di soldi che allenatori come Guidetti, Caprara, Barbolini, Abbondanza si sono trasferiti all’estero? Secondo una recente indagine di mercato che riguarda il marketing aziendale,  nella lista delle motivazioni che condizionano un acquisto, l’aspetto economico è al 3° dopo l’età, la posizione sociale e la carriera… e allora cosa manca a questi talenti italiani per rimanere in Italia?

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I coach del Fuori Campo: il Prof Adriano Guidetti…

Scrivere del Prof. Adriano Guidetti è come scrivere del Dalai Lama… le parole non esprimono al meglio l’esperienza, la vitalità, la saggezza e l’ironia della persona… tutto rischia di diventare riduttivo!

Entra in palestra nel 1949 come giocatore col prof. Anderlini e da allora non è mai uscito dal campo.

65 anni di pallavolo giocata, insegnata, amata, studiata e ripensata anche con proposte provocatorie (ieri sera ne ha dette delle belle!) da farti pensare che un sano seme di follia forse in lui c’è!

Erano tempi in cui facendo sport si rideva molto e nel divertimento,  si apprendeva non solo la tecnica di un fondamentale ma anche uno stile di vita. Oggi lo sport è prevalentemente vivisezionato, tradotto in numeri, percentuali, elenco di medaglie vinte ed inaridito da allenatori ambiziosi che nel tecnicismo tolgono la magia dell’apprendere.

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