Un Repost che mi emoziona particolarmente vista l’attuale esperienza del festival SportivaMente… già allora si guardava avanti, molto avanti!


“Si è appena conclusa l’esperienza con Fausto Polidori ed eccoci di nuovo in campo o per meglio dire in pista, per giocare a bowling coi ragazzi degli All Blacks di Formigine. 

Special Olympics è un programma internazionale di allenamento sportivo e competizioni atletiche per 4.000.000 di persone, ragazzi ed adulti, con disabilità intellettiva. Nel mondo sono oltre 170 i paesi che adottano il programma Special Olympics.
Il giuramento dell’Atleta Special Olympics è: “Che io possa vincere, ma se non riuscissi che io possa tentare con tutte le mie forze” slogan che io amplierei a tutti gli sportivi, soprattutto a livello giovanile.

In Italia Special Olympics è stato inserito nell’ambito dell’attività della Federazione italiana Sport Disabili (FISD) per circa 15 anni.

Ma cosa s’intende per disabilità intellettiva? In generale si può dire che la disabilità viene definita come la conseguenza o il risultato di una complessa relazione tra la condizione di salute di un individuo, i fattori personali, ed i fattori ambientali che rappresentano le circostanze in cui vive l’individuo.

L’ambiente ha un ruolo importante nel determinare la disabilità: un ambiente con barriere (fisiche e psicologiche) o senza facilitatori può limitare le attività di un individuo, mentre un ambiente accessibile e con facilitatori le può favorire.

La società, intesa come civile e politica, può quindi ostacolare le attività di un individuo con spazi ed edifici inaccessibili e con la mancanza di ausili. La missione di questa giornata è quella di promuovere un allenamento condiviso dando a loro un’ opportunità di giocare e confrontarsi con una squadra di volley e per quanto riguarda noi, raccogliere il loro contributo in termini di coraggio, capacità e gioia nel vincere una gara.

Il fine ultimo di questa giornata è quello di sperimentare la possibilità di diventare cittadini utili alla società e quindi far sentire loro accettati, apprezzati, e rispettati. Il progetto Fuori Campo 11 crede che la competizione tra persone con diverse abilità (intese come diversi sport, diversi ruoli, diverse categorie ecc.) sia il miglior modo per testare le proprie capacità atletiche, misurare i propri progressi ed aspirare ad una crescita. Lo spirito del Fuori Campo 11 trascende, così come fa la disabilità, da tutte le razze, le nazionalità, i confini geografici e le età”.